Dal 10 ottobre 'La Cambusa' è in libreria!

Porto le mani al centro
Come dicevi tu
Polpastrelli contro freddo marmo
Su cui appoggio il mento

Cassetto chiuso
Che (non) voglio (più) aprire
Biglietti non scritti
Parole lanciate in aria
Coltelli a mirare e colpire

Doccia che gocciola
Odore di musk
Passaggi in tracce
Non so se torni

Squilli muti
Senza replica
Senza voglia
Senza suono
Senza mittente
E uno solo che aspetta

Le chiavi di casa
La casa dove non torno
La strada che dimentico
Il nome che imparo a dimenticare
Lo sforzo di non amare

www.labottegadiscrivana.splinder.com

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Questa settimana a Bari (presso il cinema Galleria) c'è "La cultura della vita" un incontro con tutti i ragazzi dei licei baresi sulla sicurezza stradale. Ogni giorno ad aprire l'incontro c'è un monologo inedito di Fabio e Tommy dal titolo "L'ANNO DEI GEMELLI" . LEGGETELO QUI SUL SITO DELLA RIZZOLI (se vi va commentatelo, votatelo...) 

NEWS... GUARDA IL SERVIZIO SULL'EVENTO. PARLANO FABIO E TOMMY! (grazie all'agenzia fotogiornalistica Luca Turi)

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Si chiama "SPAZIO PRIMA" la mostra collettiva di pittura contemporanea che si terrà a Bari presso il Fortino di Sant’Antonio dal 29 febbraio al 9 marzo 2008 (ingresso libero). La kermesse si aprirà con la presentazione della Cambusa  il giorno 29 febbraio alle ore 21. L'evento ospiterà gli artisti Michele Atlante, Simona Carelli, Nicoletta D’Auria, Sabrina di Giacomo, Manuela Grasso, Costantino Pascazio, Annalisa Pintucci, Luciano Ponzio. SPAZIO PRIMA è organizzato dall'associazione cutlurale SPAZIO TURISMO (www.spazioturismo.org). SPAZIO PRIMA è patrocinato dal Comune di Bari, dalla Provincia di Bari e dalla Regione Puglia. NON MANCATE!

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Si è da poco concluso il corso di scrittura creativa tenuto da Fabio e Tommy presso il liceo Valdemaro Vecchi di Trani. Pubblichiamo integralmente il testo della sceneggiatura frutto del lavoro di tutti. Ecco a voi "20 in discesa". Qui sotto una fotografia di gruppo.

Le ragazze del corso...

I ragazzi del corso (con la mitica prof. Angela Di Nanni)

La sceneggiatura finale...

20 in discesa  Storia d’una vita senza filtro

SCENA 1
FARO – EST. GIORNO (TRAMONTO)
Tramonto. Cattedrale di sfondo. Una coppietta in lontananza che spera inutilmente di stare lontano da sguardi indiscreti. E soprattutto mare aperto; quasi troppo calmo per quella fredda giornata di dicembre. Mirco sistema il cavalletto del suo liberty. Si siede sulla sella, e tenta di accendersi una sigaretta. “Merda”. La sigaretta non si accende, nonostante non tiri un alito di vento. Le mani sono ghiacciate, come del resto tutto dentro di lui. Destra, sinistra, e due secondi bastano per perdersi, con uno sguardo, in quella piatta distesa d'acqua. Lontano da lui un'immagine cattura la sua attenzione: su uno scoglio un pescatore attende la sua preda seduto su di un secchio. Due secondi bastano affinché la mente di Mirco si perda, questa volta, nei ricordi. Ciglio chiuso. Il pensiero vola ai tempi di quella foto sul suo comodino. Quella foto, la foto di Mirco e suo padre,il suo vero padre. Un pescatore di professione come quell'uomo laggiù. Un padre che ora non c'è più e che ha lasciato dietro di sè e nel cuore di Mirco un vuoto incolmabile. Il ricordo di suo padre che lo tiene in braccio e di lui che, ancora piccolo, ride divertito dalle onde che lo fanno saltare su e giù. Da lui aveva ereditato due cose: la gioia di vivere e l'amore per il mare, quel bellissimo specchio d'acqua che l'aveva da sempre accompagnato e che ora Mirco si trovava di fronte. Ciglio aperto. Mirco ha già visto abbastanza. Accende il motorino e se ne va. Forse l'ultima cosa di cui ha bisogno in questo momento è quella di sentirsi debole.

SCENA 2
SPIAGGIA – EST. GIORNO
“Siiii finalmente!”
Il piccolo Mirco si precipita gioendo verso il bagnasciuga, guardando incantato gli altri bambini intenti a giocare sulla sabbia e in mare, impaziente di aggiungersi a loro. Intanto sua madre, che sta ancora uscendo dall’auto, rovista nella borsa e, parlando a bassa voce tra sé e sé, tira fuori creme, olii e panini sperando di non aver dimenticato niente a casa. Il cugino di Mirco si sta cambiando, quindi il bambino impaziente rivolto verso le cabine grida:
“ TI VUOI MUOVERE!!”.
Esce dunque dalla cabina numero 23 Filippo, con il suo nuovo costumino rosso fiammante modello slip e armato di super braccioli e paperella salvagente.
“Ma dove vai con quelle cose ? Fai ridere!!!Dice Mirco sorridendo.
“ La mamma mi dice che devo stare attento perchè il mare è pericoloso!” Ribatte Filippo un po’ offeso per l’insulto ricevuto.
“E tu l’ascolti pure! Il mare è troppo bello, guarda quanta gente!!”
Filippo non sembra convinto e Mirco non riesce a trattenersi:
“Sembri una femminuccia” gli dice ridacchiando.
“ Non è vero!!Scemo!!” Urla Filippo piagnucolando mentre riempie la sua piccola mano di quella sottile sabbia rovente per buttarla addosso al cuginetto, preso alla sprovvista da quel gesto inaspettato. Si accende un simpatico duello. Mentre Mirco ride a crepapelle per il solletico, la voce della mamma si fa sentire in lontananza:
“Mirco, Filippo, che state facendo?! Vi sporcate tutti così!”
“Dai Giulia, lasciali giocare!” risponde il padre di Mirco in loro difesa, il quale raggiunge subito i bambini riservando loro un grande sorriso.
“Vi prometto che un giorno di questi vi porto con me in barca, così sicuramente quelli non ti serviranno!” dice alludendo ai braccioli di Filippo.
“Però promettimi che mi farai vedere gli squali!”propone Mirco.
“Non preoccuparti, ormai ci ho fatto amicizia” risponde ridendo il papà.
Mirco è felice e spensierato, immerso in quel magico quadretto.

SCENA 3
SCOGLIERA – EST. GIORNO
Mirco e il suo amico Toni sono a mare, su di una scogliera chiara. Sugli scogli qualche telo colora la mattinata. I due ragazzi indossano un costume modello boxer largo, poco più basso del ginocchio. Mirco ha il petto sudato, come si addice ad una normale giornata di Agosto. Indossa dei Ray Ban a goccia scuri, ed è immobile sul suo asciugamano. Toni è irrequieto. Il gran caldo non gli permette di star calmo, quindi si agita sedendosi e sdraiandosi di continuo sul suo telo. Tuttavia un alito di vento scompiglia loro i capelli.
Toni si alza agilmente e si dirige verso lo scoglio più alto, intenzionato a tuffarsi. È sicuro di ciò che sta per fare, ma dalla sua espressione traspare il fastidio che gli provocano gli scogli appuntiti sotto i piedi scalzi.
MIRCO –Scemo dove vai?
TONY –A tuffarmi. Se resto ancora un po’ fuori muoio.
MIRCO –Wagliò stai fermo. Muoviti, torna!
Toni, noncurante delle parole dell’amico, si volta spalle al mare e con un grande slancio si esibisce con un tuffo a capriola. Poi una grande “Splash”, e il ragazzo che, soddisfatto di se, riemerge sorridente dall’acqua.

SCENA 4
SPIAGGIA DI COLONNA – EST. NOTTE
Sulla linea di confine tra la sabbia asciutta e quella bagnata dalle onde siedono in modo scomposto da sinistra a destra Fabrizio, Mirco e Tony. Fabrizio è in costume, Tony ha solo i jeans e Mirco porta polo e pinocchietti a quadri. In una mano hanno una birra, nell'altra una Marlboro Blend 29. Guardano il mare e dietro di loro si intravedono coppiette sugli asciugamani, ragazzi intorno ai falò e più in là un'improvvisata partita di calcio. Le porte sono delineate da magliette e vecchi Invicta. Uno stereo suona ad alto volume “Ohy maria” degli articolo 31. Loro fissano il mare in silenzio.
FABRIZIO: (seguendo il ritornello della canzone grida) Ti amo!
Tony e Mirco si girano verso di lui guardandolo in modo strano. Fabrizio ricambia con un sorrisino ebete che non sparisce.
TUTTI E TRE: (seguendo la canzone al secondo ritornello gridano alzando la mano destra) Ti voglio!
Fabrizio ha in mano una sigaretta, Tony stringe una birra, Mirco entrambe.
TONY: Oh,domani che si fa? Bar?
MIRCO: Tanto abbiamo le chiavi. Gli altri ci raggiungono tardi.
Si avvicina al gruppetto Stefano, un amico di Tony, che dice rivolto al ragazzo:
STEFANO: Ehi le hai viste quelle? 'ngiama de' na' moss?!
TONY: Dove?
STEFANO: Quelle
Indica un gruppetto di ragazze. Tutte indossano shorts, metà hanno sopra solo il costume, l'altra metà una canotta aderente. Sono intorno al falò a ballare "Sound of freedom", tre su 5 bevono birra. Tony con uno sguardo ammiccante si alza trascinando Stefano.
MIRCO (rivolto verso Fabrizio): E tu non vai?
FABRIZIO: No!
Cade all'indietro sulla sabbia e comincia a canticchiare. Mirco si porta la bottiglia alle labbra ma è vuota. Si gira in tempo per vedere Tony che cammina verso le sue prede cantando Checco Zalone
TONY: Tu si bella, si dolce come a nutella…
(la voce va sfumando)
Signore... buonasera
Mirco si alza e si avvicina al termos che contiene le birre. Ne stappa un'altra. Voci sfumate di sottofondo. La telecamera riprende da dietro Mirco mettendo a fuoco 1/4 del viso. In secondo piano, sfumati, si vedono i suoi amici intenti a rimorchiare. Sorride scostando la testa, si comincia a guardare intorno. La sua attenzione si focalizza su qualcosa, ma non si capisce perchè è sfocata, in secondo piano. Cambio di messa a fuoco, si vede nitidamente Monica mentre si sistema i capelli dietro l'orecchio. Lei, circondata da quattro sue amiche, è appoggiata alla ringhiera della piattaforma di legno, rivolta verso il mare e il fuoco. Mirco sale sulla piattaforma ma passa inosservato. Si avvicina alla spalla di Monica
MIRCO: Ciao
Monica tranquillamente si gira, quella accanto a lei sobbalza.
AMICA: Ma sei scemo?
Mirco guarda intensamente Monica
MIRCO: Può darsi
Regge lo sguardo. Monica gli tende la mano
MONICA: Sono Monica
Mirco non risponde e stringe piano la sua mano. Ancora dritto negli occhi
MONICA: Loro sono Anna, Fede, Silvia e Laura
Mirco distoglie per un secondo lo sguardo da lei
MIRCO: Piacere (vago)
MONICA: E tu sei?
MIRCO: Non te l’ho detto?
Monica fa cenno di no
MIRCO: Mirco
MONICA: E con chi sei Mirco?
MIRCO: Li vedi quei due ubriaconi che corrono?
Tony è sulle spalle di Stefano, corrono e cantano stonando.
MONICA: Potevi anche mentirmi, non sono una bella garanzia!
FEDE: Mony andiamo via? Che palle sta festa!
MIRCO: (A Fede) No, perché… Non volete restare? Che scuola fai?
FEDE: E ovvio che non te ne frega niente! Oh, noi andiamo. Che fai, vieni?
MIRCO: …O resti un po’ con me? Guarda quei due in che condizione sono! Mi lasceresti qui tutto solo?
Monica sorride. Le altre sono già vicino l’albero al centro della piazzetta. Alza la voce.
MONICA: ciao ragà
(rivolta verso Fede) ti chiamo domani.
Fede le butta un’occhiataccia, lei ricambia. L’amica si gira e raggiunge le altre. Mirco e Monica rimangono fermi un istante. Per sciogliere un po’ il ghiaccio, il ragazzo inizia a prendere in giro qualche coppietta.
MIRCO: Quella balena non si vergogna col costume? Almeno qui sta nel suo habitat.
MONICA: Eddai, cattivo. (sorridendo)
MIRCO: Andiamo
MONICA: Dove?
MIRCO: Andiamo
Mirco prende la mano di Monica e cominciano a camminare costeggiando il litorale. Lei non si ferma.
MONICA: Mi devo fidare?
MIRCO: La domanda giusta è: vuoi fidarti?
Non risponde. Continuano a camminare e arrivano alla seconda spiaggia.
MIRCO: Quanto amo questo posto! Credo di aver preso da mio padre, il mare è la mia vita!
Monica non risponde e sorride. Silenzio.
MIRCO: Da piccolo stavo sempre qui. Ogni mattina d’estate mia zia passava a prendermi e mia madre passava buone mezz’ore a prepararmi. Ritirava il costumino che stava puntualmente sullo stendino e mi metteva dei sandaletti di gomma con dei leoncini sopra che muovevano le pupille degli occhi. Io e mio cugino giocavamo sempre con delle formine colorate, stando ore sotto il sole! Alla fine tornavo a casa bordeaux.
Monica sorride.
MONICA: Li avevo anche io
MIRCO: Cosa?
MONICA: I sandaletti. Però a me erano delle farfalline verdi e fucsia!
Mirco si siede sulla spiaggia e guarda Monica.
MONICA: No!
MIRCO: Perché no?
MONICA: Il vestito, è di Armani! Non mi siederò mai!
Mirco continua a guardarla e le tende la mano. Lei la prende e si siede con la massima cautela.
MIRCO: Tranquilla, sei bella anche col vestito rovinato!
MONICA: Chi me l’ha comprato non direbbe la stessa cosa!
I due guardano il mare seduti vicini. Mirco comincia a disegnare con un bastoncino. Monica ammira la luna.
Mirco sospira.
MIRCO: Buttiamoci!
Gli occhi malinconici di Monica si accendono di colpo.
MONICA: Ma sei scemo?
I due si guardano, Mirco mostra un sorriso beffardo. Con uno scatto velocissimo la prende, si alza e inizia a correre verso l’acqua con Monica in braccio che si dimena e urla invano.
MONICA: No, no!
MIRCO: (dondola Monica) Uno, due, tre!
Splash. Monica finisce nell’acqua fredda. Si rialza. Ha la bocca aperta e gli occhi sbarrati. Mirco la fissa imbambolato. Lei se ne accorge e sorride.
MONICA: (con voce tranquilla) Mi si è sciolto il trucco!
Mirco si avvicina poggiandole la mano sulla guancia. Col pollice la strofina delicatamente per togliere la matita. Si fissano negli occhi. La bacia. La abbraccia. Si fissano di nuovo. Mirco sorride e la tira a se trascinandola in acqua. Monica schiamazza ancora.

SCENA 5
CAMERA TRANI – INT. SERA
Mirco, seduto sulla sedia della sua scrivania, si trova nella sua camera tappezzata di poster “Diabolika M2o”. Sta chattando su messenger con Monica.
M:Mirco m:Monica
M:Ehi tesò che fai?
m:Ascolto Rihanna...T piace?
TRILLO
M:E ki è? Nn credo cmq
m:vabbè... ke mi dici?
M:niente...d me nn è k c'è poi così tanto da dire!
m:capito...e di me?
M:e di te ke cosa?
m:ke ne pensi?
M: si ..bah penso che ora ti vorrei qui!
m:Per fare?? :)
Mirco si distrae un secondo al cellulare, quindi Monica trilla.
m:vabe ora devo andare. TI AMO
M:Ank'io.....ci vediamo dp.
Carlo, suo patrigno, bussa alla porta della camera e, aprendola, rimane in piedi sulla soglia.
C:Carlo G:Giulia

C:Ciao Mirco.
M:Dì che c'è?
C:Che fai di bello? Stai a computer?
M:Si...Non si vede? Comunque che vuoi?
C:Niente e che devo volere? Preparare le tue cose e staccare i poster. Settimana prossima si parte! Ce ne andiamo da qui, andiamo a vivere in un posto decente.
Mirco si gira lentamente e fissa il patrigno con un sorrisino derisorio. Carlo è imbarazzato, ed esce dalla camera.
G: Che ti ha detto?
C:E che ne so. Chi lo capisce tuoi figlio
M(sottovoce):Stronzo

SCENA 6
INT. GIORNO – AUTO
Alla radio, dentro la macchina in movimento, trasmettono “Cosa vuoi che sia” di Ligabue. Mirco canticchia a voce bassa mentre tiene in mano il suo cellulare N70. Carlo guida, mentre la madre è intenta a guardarsi allo specchietto del passeggero, sistemandosi i capelli folti.
Giulia, la mamma di Mirco, si gira e inizia a parlare al figlio.
GIULIA: Allora Mirco, li hai salutati i tuoi amici?
MIRCO: Eh?
Il ragazzo inizialmente non ascolta la madre, non sentendo dunque le sue parole. Giulia ripete la domanda
GIULIA: Mirco, li hai salutati i tuoi amici?
MIRCO: No.
Dopo aver risposto torna ad utilizzare il cellulare. Giulia, senza replicare, torna a guardarsi allo specchietto. Intanto Mirco invia a Monica un SMS di risposta: “No Mò. Non esco stasera. Starò via x un po’. Sto andando in vacanza con i miei. Torno preciso x l’inizio della gogna.”
Ripone il cellulare nei suoi Jeans “Museum” mentre alla radio la canzone volge al termine.

SCENA 7
EST. GIORNO - VIALE PADOVA
Mirco poggiato al muro sorride guardando la gente che passa e fumando la sua Marlboro mentre una macchina passa velocemente.
MIRCO: Mazza che gente
Carlo esce dal cancello con uno scarabeo nuovo e un sorriso orgoglioso. Si ferma davanti a lui.
CARLO: Quelle cose ti fanno male! Tua madre non vuole che fumi! Hai visto tuo nonno che fine ha fatto?
MIRCO: Peccato che al posto suo non c'era qualcun'altro.
Mirco distoglie lo sguardo da Carlo e fissando il marciapiede spegne la sigaretta con un piede.
MIRCO: Cos'è quel coso? Hai cambiato lavoro? Rottami scatolette vecchie?
Mirco sogghigna.
CARLO: E' un regalo per te! Cinquantino, quattro tempi, nuovo di zecca! Abbiamo pensato che ti poteva fare comodo per andare a scuola o uscire la sera.
MIRCO: Magari è anche un ottimo frullatore... Che dici gli acchiappo i 20 in discesa con quel coso?
CARLO: Se è per questo arriva a 50!
MIRCO: Giusto, il limite di velocità!
Carlo lo guarda arrabbiato e nervoso, desideroso di rispondergli.
CARLO: Ringrazia tua madre. Con i voti che hai altro che scatoletta
Mirco sorride e si accende un'altra sigaretta.
MIRCO: Ringrazia tua moglie. Con la faccia che hai col cavolo beccavi un lavoro.
CARLO: Guarda che nella mia vita ho fatto i conti sempre e solo con me stesso.
MIRCO: Bell'affare! Cos'è qualcun'altro a cui mollare contratti non c'era?
CARLO: Hai una bella faccia tosta, dopo tutto quello che ho fatto per te
MIRCO: Be’ almeno in modo o nell'altro una bella faccia io ce l'ho!
CARLO: Non la pensa così tua madre!
MIRCO: Infatti io glie l'ho sempre detto: prenditi un cane! Prenditi un cane!
(Fa un tiro alla sigaretta. Espira.)
Fino alla fine l'ha fatto
CARLO: Mi sono stancato.
I due sono piuttosto lontani l'uno dall'altro. Carlo gli lancia qualcosa.
CARLO: Qua stanno le chiavi.
Mirco le prende al volo. Apre il pugno e vede una chiave a cui è attaccato un portachiavi aziendale.
CARLO: Fai quello che vuoi! Brucialo, venditelo, non mi interessa! Io ho fatto già abbastanza.
Mirco fa un altro tiro. Carlo si gira ed entra nel portone sbattendo la porta. Mirco gioca con le chiavi sogghignando.

SCENA 8
CASA PADOVA - INT. GIORNO
SVEGLIA. Mirco si alza dal letto sbadigliando.
“Forse sono uno dei pochi al mondo che non vede l'ora che la scuola ricominci” pensa ad alta voce.
Sceso dal letto scalzo, si dirige verso la porta d’uscita inciampando però sul tappeto.
“Tappeti di merda” Esclama con voce rauca, tipica di chi si è appena svegliato. Inizia a dirigersi verso la cucina. Per casa si vedono scatoloni non ancora svuotati.
“Mà la colazione!” Nessuno risponde
“Oh ma la colazioneeeeeeeeeee!” Ancora niente.
“Maaaaaaaaaaaaaaa!”
Giulia e Carlo sono già usciti.
“e vabbè và” esclama Mirco.
Il ragazzo entra in cucina e si siede al tavolo. Inizia ad addentare un cornetto caldo avvolto in un tovagliolo bianco. Poi va in camera, e prepara lo zaino mettendo cellulare, lettore mp3 e portafogli. Niente libri. Mirco apre il suo armadio, e fissa i vestiti decidendo cosa avrebbe indossato. Tutt’un tratto, sorride.

SCENA 9
CASA PADOVA – INT. GIORNO
Ascensore. I due coniugi si apprestano e raggiungere il loro appartamento al 4 piano. Carlo legge il giornale.
CARLO: Assurdo! Ma che se ne escono con queste leggi impossibili?! Non le approveranno mai!
Carlo gesticola con il giornale in mano indicando l’articolo che stava leggendo.
GIULIA: Come pensi che sia andata?
CARLO: Uno schifo… che governo…
GIULIA:Carlo?! Mi stai ascoltando?!
CARLO:Eh? Scusa dicevi?
GIULIA: Mirco… sono preoccupata. Come sarà andata a scuola?
CARLO: Giulia, ti fai troppi problemi! Come pensi che sia andata?
L’ascensore si ferma al 4 piano. Giulia tira un sospiro e frugando nella borsa cerca le chiavi. Le inserisce nella toppa ed apre la porta di casa mentre Carlo ha ancora gli occhi fissi sul giornale.
GIULIA: Non vorrei abbia combinato qualche altro dei suoi casini, sai nuova città, nuova scuola…
CARLO: Tranquilla se la sa cavare benissimo da solo!
Contemporaneamente apre la porta, poggia il suo cappotto dall’attaccapanni e leva quello del marito dalle sue spalle. Si guarda allo specchio e lascia le chiavi nello svuota tasche sul mobiletto.
Carlo è seduto sul divano e si slaccia le scarpe.
GIULIA: Mirco…
(non ha risposte)
Mirco…
CARLO: (ad alta voce) Tua madre ti sta chiamando!
Dal divano si vede la porta socchiusa della camera di Mirco da cui si sentono le voci della TV.
Carlo fa un cenno di disprezzo con la testa. Si alza ed entra in cucina, apre il frigo e comincia a bere a canna dalla bottiglia dell’acqua.
Giulia segue il marito in cucina. Prende una pentola dal mobile, la riempie d’acqua, accende il fornello e ce la mette sopra.
CARLO: Vuoi rispondere?
Giulia si dirige verso la camera di Mirco borbottando.
GIULIA: Ora basta! Hai davvero superato il limite!
La donna apre di colpo la porta e si blocca sulla soglia. Si avvicina piano al televisore cercando di capire cosa stesse succedendo. Guarda cosa trasmette: “Alla ricerca di Nemo”. Si accorge che sulla tv c’è la copertina del dvd accanto al suo scontrino. La prende in mano e si siede sul letto continuando a fissarla. Rimane in silenzio per pochi secondi, poi sussurra
GIULIA: Devo trovare mio figlio
Carlo compare sulla soglia della porta.
CARLO: Giulia?
La donna e seduta sul letto in silenzio. Guarda la copertina.
CARLO: Dov’è Mirco?
(nessuna risposta)
Ma non doveva tornare per l’una?
(silenzio)
Non è una situazione normale! Sono le 2 meno un quarto! Se ne è andato, ha lasciato la televisione
accesa, questa casa non è un albergo!
Giulia si alza di scatto dal letto.
GIULIA: Ma tu che ne sai?! Non ti sei mai sforzato di conoscerlo! Hai mai visto Mirco guardare cartoni animati?
CARLO: Non è mica mio figlio!
GIULIA: E’ questo il punto! Non te ne è mai fregato niente di lui! Non ti sei mai sforzato di capirlo e non lo conosci!
CARLO: Lo conosco quanto basta per capire che è un gran menefreghista!
GIULIA: Come te! Non ti sei mai preoccupato del fatto che Mirco non avesse un padre! In questi anni ho dovuto fare tutto da sola per educarlo e mi vieni anche a dire che è un menefreghista!
Scende il silenzio. Giulia torna a sedersi sul letto con la testa fra le braccia. Con voce bassa e tremante comincia a recitare una cantilena.
GIULIA: Non dovevo, non dovevo, non dovevo, non dovevo…
CARLO: Cosa?
GIULIA: Non dovevo, non dovevo…
CARLO: Giulia, cosa? Non dovevi cosa?
GIULIA: Sposare te!
Carlo resta immobile con gli occhi impauriti, incapace di dire una parola. Carlo comincia a guardarsi intorno e vede un foglio sulla scrivania. Lo prende in mano e con voce bassa, quasi sussurrando dice
CARLO: Padova - Bari 14,05 Binario 2
Giulia si gira di scatto e vede il foglio.
GUILIA: Cos’è questo?
Gli strappa il foglio dalle mani
GIULIA: (a voce media, fissa il foglio) Devo trovare mio figlio
Scavalca il marito, che era più vicino alla porta della camera. Carlo la segue a ruota. Rumore della porta che sbatte. La telecamera si concentra sulla tv mentre il padre di Nemo dice “Devo trovare mio figlio”.

SCENA 10
STAZIONE – EST. GIORNO
Showbiz dei muse è tutto ciò che si sente.
La macchina sgommando parcheggia di fronte alla stazione. Giulia si getta fuori dalla macchina, Carlo la segue. Entrano non dalle porte ma dal cancello. Corrono verso il binario 2 attraverso il sottopassaggio. Salgono le scale ritrovandosi sull’altra banchina, ed entrano di corsa nel treno. Giulia comincia ad aprire tutti gli scompartimenti gridando il nome del figlio (la sua voce non si sente perché coperta dalla canzone). Si poggia ad un finestrino per prendere fiato. Il suo sguardo si pietrifica di fronte all’immagine di Mirco con il suo motorino riverniciato di blu. E’ accanto al bar, i suoi non l’avevano visto. Mirco sorride orgogliosamente. Giulia pietrificata poggia le mani al vetro e urla il nome del figlio mentre la canzone continua. Il treno parte e lentamente si allontana. Giulia guarda l’immagine del figlio svanire sempre di più. Mirco fa un ultimo tiro alla sigaretta, la butta e mette in moto lo scooter.
ULTIMA IMMAGINE: Mirco entra nella sua stanza e prende il telecomando (la canzone continua). C’è ancora Nemo. Mirco sorride, l’inquadratura si sposta solo sulla televisione. la tv si spegne: il quadro è nero.

TITOLI DI CODA

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