Dal 10 ottobre 'La Cambusa' è in libreria!

Venerdì 6 marzo ore 19.30 presso il San Sebastiano (via Municipio, 14 Barletta).
Sono queste le coordinate di un evento nuovo legato alla Cambusa. "Reading" dal vivo di una serie di frammenti che ricompongono la storia di Giulia e Omar. I "lettori" saranno proprio Tommy Dibari e Fabio Di Credico. Musiche, tratte dal romanzo, rivisitate live dal dj  Papaceccio. Un appuntamento fatto di parole e di musica. L'evento è organizzato dalla associazione culturale Liberincipit. Qui per aderire all'evento su facebook.  
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Di x Redazione x , 17/02/2009


Si è aperta ieri una settimana importante per Fabio e Tommy e non solo. La "Cultura della vita" è un evento promosso dalla fondazione Ciao Vinny (con il patrocinio del Comune di Bari) che si rivolge ai ragazzi delle scuole superiori del capoluogo. Una settimana in cui si parla di sicurezza stradale e di ...vita. Un ringraziamento particolare alla famiglia Moretti e agli infaticabili ragazzi della fondazione. Tutti i giorni di questa settimana presso il Cinema Galleria di Bari, l'incontro si apre (come sempre) con un monologo inedito di Fabio e Tommy. Il titolo del brano di quest'anno è "La Trasferta. Quella volta che perdemmo fuori casa." Clicca per leggerlo

la Trasferta.

quella volta che perdemmo fuori casa

 di

 Tommy Dibari e Fabio Di Credico

Oh l’aveva detto lui eh!
“Per tutti… alle otto in punto a Parco due Giugno, alle otto eh, mi raccomando!” (piccola pausa)
U’ cazz!
Fabrizio è uno che ti mette l’ansia a mille e poi alla fine è il meno attendibile che io conosca in natura.
(in un fiato) Il fatto però è che tu comunque gli credi, ti può fare mille pacchi, cento ritardi, quattro-cento-cinquanta-due bidoni ma tu, gli credi lo stesso!
Valerio e io invece, (piccola pausa) precisissimi!!!
Quella trasferta del Bari a Mantova non ce la saremmo persa nemmeno se Belen Rodriguez ci avesse garantito la sua presenza come tutor Cepu per il resto degli studi...
Fabrizio invece: (ironico e con accento marcato) la puntualità della Bari-Barletta! (pausa)
E così ci siamo accesi una sigaretta e ce la siamo fumata appoggiati sul cofano della macchina mentre aspettavamo il signorino…
(emotivo) A Parco due Giugno i colori della primavera si erano fatti vivi, piccole macchie si affacciavano lentamente, piano, piano, come quando ti tocca pescare dentro di te il coraggio per conoscere una tipa e ti sembra che non venga fuori mai…
In uno sguardo quei colori li potevi prendere tutti: il rosso, il giallo, il verde, il viola, l’arancione. Abbiamo fatto tiri profondi ma il profumo della stagione bella ha prevalso su quello delle Marlboro Light. (pausa)
E Fabrizio è arrivato…
E’ arrivato calmo calmo e con la capa contenta di sempre, le braccia larghe già pronte per una scusa inventata un secondo prima di dichiararla e quel sorriso strafottente e di mandorle acerbe al quale, avresti naturalmente perdonato qualunque cosa.
Ci siamo messi in macchina e siamo partiti subito, il Bari ci stava facendo sognare e noi in quel sogno ci avevamo messo Mantova: Andata e Ritorno.
Argomenti trattati… facilissimi da indovinare: calcio e femmine, anzi, calcio e università, (con accento marcato) ovviamente per parlare di femmine però!
Fabrizio ci ha raccontato per tre quarti di viaggio di Giulia, una ragazza che ha conosciuto al corso di Diritto Pubblico, ma che non se lo era cacato, nel senso che gli ha rifiutato l’amicizia su facebook. Fabrizio poi ha aggiunto fiero nel discorso: “ Io comunque non ho mollato e le ho lasciato una poesia di Pablo Neruda nel libro….”
“Mi piaci silenziosa, perché sei come assente, mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca. Par quasi che i tuoi occhi siano volati via ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.”
Mò che paranoia! Lo prendemmo per il culo tutto il tempo, ma detto fra noi, avremmo dato un braccio per la metà della dolcezza di Fabrizio.
Ci siamo fermati in autogrill tre volte, la sosta più lunga è stata quella per mangiare.
Io ho preso un Camogli, Valerio un Icaro, Fabrizio una piadina.
Poi… “caffè, caffè, caffè… tutti caffè?” (pausa)
“E un gratta e vinci!
Prima di grattare abbiamo fatto una scommessa, “se vinciamo ci facciamo il giro dell’Europa, Parigi, Amsterdam, Berlino …e poi vediamo!”
Ha detto così Fabrizio ma non abbiamo vinto niente, siamo tornati in macchina e sprofondati nel silenzio, ognuno con la sua Europa in testa e il Bari nel cuore.
Abbiamo ripreso il viaggio e ho acceso lo stereo per beccare qualche bella canzone… Che trasferta!
(parte il brano “Meraviglioso” cantata dai Negramaro)

(il brano “Meraviglioso” cantato dai Negramaro sfuma…)

Doppietta di Barreto e un autogol nostro. Due a uno, per noi.
Sono passati ormai cinque anni…
mi pare però di ricordare che il Bari vinse proprio due a uno, quella volta.
Questo me l’hanno raccontato, visto che noi quel Mantova-Bari non riuscimmo proprio a vederlo.
Quella che ho visto io invece è stata un’altra partita, più complicata.
E quella lì purtroppo, mica la vincemmo.
Quello che ho visto è stata una macchina che sbuca, la strada che impazzisce sotto le ruote che fischiano e poi… tanti bastardissimi pezzi di vetro che ti arrivano dovunque. Una grandinata fatta di miliardi di pezzi di vetro!
Sembrava… hai presente quella volta, sotto la pioggia a San Siro? Uguale. Solo che quella pioggia lì non faceva male!
Eppoi… mica era un prato verde quel campo sterrato dove siamo finiti! No, non era di certo regolamentare.
(tra sé) “ …quella era una partita da annullare, altrochè!”
Purtroppo però non era una radiocronaca di una partita di calcio quella, era la nostra trasferta!
Quella in cui ho perso te, il mio amico Fabrizio.
E quella volta lì non c’era né arbitro né guardalinee altrimenti l’avrebbero fischiato sicuro il fuorigioco a quella cazzo di Audi che ci è venuta addosso.
“Era fuorigioco, arbitro… era fuorigioco.”

Con quella vittoria il Bari si è guadagnato sul campo una fetta di quella A che ci siamo ripresi dopo tanti anni. Meritatissima.
Il giorno della promozione pare che sugli spalti cantassero forte il tuo nome …manco fossi Joao Paolo!
Te lo sei perso, amico mio. Ti sei perso tutti ricordi che sarebbero arrivati. Mica roba così: sarebbero stati …ricordi di serie A!
Eppoi sarebbe stato un bellissimo viaggio di ritorno. Ci saremmo messi in macchina con le facce ancora dipinte di rosso e con la gola in fiamme per i cori urlati.
Avremmo diviso i soldi della benzina e del resto ne avremmo fatto cassa comune per comprare tre Red Bull.
Avremmo detto che Valerio non capisce un cazzo di femmine, ci saremmo messi a sfottere il casellante, ci saremmo fatti una foto col cellulare coi capelli spettinati e le lingue da fuori.
Avremmo preso accordi e chiesto già i pass per andare a ballare sabato: perché quel sabato ci sarebbe stato!
Tu ci avresti parlato ancora …di nuovo… di quella tipa che ti piaceva. Io giuro, stavolta non avrei riso per la storia della poesia. Anzi magari ti avrei chiesto di mandarmela via mail!
Avremmo chiamato le nostre mamme, ognuno a turno… senza farci sentire troppo dagli altri.

Non è giusto, Fabrizio.
Sei rimasto a terra e non c’è stato neanche un cartellino giallo.
E nessuna moviola ti darà ragione!
“La strada, la strada…” Ora finalmente l’ho capito…
La strada è un campionato a parte... non sa neanche cosa significa fair play!
La strada non è un gioco.
Perché non c’è niente in palio e c’è soprattutto solo da perdere…

Ciao Fabrizio.
Ciao Vinny.

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un video pensiero per tutti i ragazzi che continuano a scriverci.

 

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