Pubblichiamo finalmente gli inediti. Tutto ciò che doveva esserci nel romanzo e poi non ha trovato spazio. Sono le poesie di Omar per Giulia. Le pagine strappate dalla sua moleskine d'ordinanza. Abbiamo trovato questi fogli di carti sfortunati, sfuggiti perfino alla Cambusa. Ecco cosa scriveva Omar di Giulia. Ecco i versi de La Cambusa...
Molliche di pane
Molliche di pane
Hai occhi perduti di segreti.
Dolci.
Come quando il sangue è dolce.
Metallici.
Come quando il sangue è metallico.
L’intimità fa nuove le parole.
Indurite dai silenzi.
Indurite dagli ingoi.
Vent’anni:
Abbastanza per chiedere.
Abbastanza per tacere.
E taccio più di te.
Adesso che il giorno mi compone.
Emozioni.
Caramelle.
Ordine e misure.
Dentro me
sintonizzo
labbra
e
lingua.
Buonsenso prima di spingere ogni dare.
Impalato su me stesso
Ti trovo.
E sbuccio molliche.
Mastico il tuo pane.
Non ti accorgi?
Non credo.
Sono lì.
Dove tremano i passi.
Occhiali in plastica
Sei fresca come i muri delle chiese nei pomeriggi d’estate,
libera come rami d’ulivo,
silenziosa come liturgie di vespri siciliani
o chiacchierona come il suono fitto fitto che fanno le cicale.
Ventre, anima e sangue.
Forte come le mondine nel film di De Santis
O sospesa come bottiglie nei quadri del Morandi.
Sei vicina più della polvere che mi arrossa la vista,
più chiara dei mie occhiali in plastica.
Nouvelle Cousine
La prima volta delle cose ha il cuore di cellophane.
La pelle di stagnola.
L’anima ancora nel packaging
con la filigrana che scorre nelle vene.
La prima volta delle cose è sacra.
Vaniglia di verginità.
Intonaco intonso e incipit incipiente.
La prima volta delle cose è satolla.
Sono atomi nuovi di zecca.
Sono atolli con ancora i sigilli.
La prima volta che scrissi di te lo feci senza pensare che fosse la prima.
Senza credere che fosse l’ultima.
E le parole furono patate novelle da sbucciare.
Novelle spose da maritare.
Nouvelle cousine da mantecare.
La prima volta che scrissi di te, lo feci sulle pagine di un sussidiario.
Di un abbecedario.
E il pensiero di te fu su di una pagina a righi.
Fu stanghette e corsivi.
Il pensiero di te rimase così, seduto composto.
Col grembiule stirato.
In fondo alla classe.
Con la mano alzata.
Eco ed Equo
Tuo, il diritto d’esser lontana.
Foriera. Forestiera.
Corriera.
Tua, la scelta d’esser diversa da me.
Dama. Lama.
Gitana.
A guisa d’ ogni giustizia.
Mancata. Bacata.
Prima rata.
Seguire la foggia dei paramenti tuoi.
Battere cassa e chiedere lo sconto. Scontro.
Conto.
Eserciti diritto d’esser senza congedo.
Prendi posto a tavola ma ti sei invitata da sola.
Asola.
Prendi decisioni e resti eco.
Ma equo non è.
Giulia, vent’anni e capelli biondo cenere, fa l’università a Bari, nascosta dentro golfini in tinte pastello e un’inquietudine spacciata per timidezza. Ama star da sola, Giulia, e si è costretta a farlo perché il mondo là fuori ha regole che lei non riesce a seguire: è bello e terribile, pieno di emozioni, di rischi e felicità inaspettate che la seducono e terrorizzano. Soltanto la preghiera, a volte, riesce a placare l’ansia e le fobie che sono da sempre il suo tormento. Colpa di un padre autoritario che vuole adattarla a una vita programmata e a un futuro già scritto. L’unica via d’uscita, forse, è quel ragazzo sfrontato e sognatore conosciuto a una festa del collettivo studentesco, Omar. La loro passione racconta mille tentativi di fuggire e cento possibilità di restare. Si macchia di rabbia, di risate, di paura, di sesso e di voglia di redenzione. Li sradica dai binari di esistenze prestabilite e li getta nella mischia, li spoglia e li rigenera, è pura salvezza e pura perdizione. L’altro protagonista di questa storia è una Puglia ruvida e sincera, fatta di eccessi e contrasti, di voci antiche e look alla moda, di facce intagliate dal vento e dal mare, straripante di musiche e sapori che conquistano il cuore e non lo lasciano più. L’amore è una malattia? Omar e Giulia sembrano conoscere la risposta e non aver voglia di cercare la cura. Ma per gli “adulti” il loro amore è un lusso intollerabile forse perché fuori controllo. Per Giulia e Omar l’amore è invece tutto ciò che basta, è un’emozione che non sarà mai una ragazzata, perché quello che provano non passa. È fatto di mille sigarette, di coraggio, di progetti irrisolti e desideri sudati.




Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3
Linkalo
Dì la tua!
Archivio
Stampalo